Come ottimizzare l’infrastruttura con l’IT automation

10 febbraio 2021 / di pubblicato in
Come ottimizzare l’infrastruttura con l’IT automation

L’attuale ampia disponibilità di servizi IT in cloud non ha reso meno importante l’infrastruttura del data center, almeno per le realtà aziendali che, negli anni, hanno continuato ad investire risorse nei sistemi informativi e che oggi, grazie all’IT automation, possono ottenere più controllo, sicurezza ed economia d’esercizio.

L’IT automation non soltanto consente di ottenere livelli d’efficienza e flessibilità più alti, comparabili con quelli dei servizi offerti sul mercato dai grandi cloud provider, ma consente di adottare moderne logiche di gestione software-defined ed ibrida che semplificano l’impiego congiunto delle infrastrutture on premise con i servizi esterni multicloud. L’IT automation permette inoltre di far evolvere le competenze dei team IT, riducendo il tempo sprecato nella gestione dei sistemi a vantaggio di ciò che conta per il business aziendale e per gli utenti dei servizi informatici.


Le componenti strutturali per l’IT automation

Dal lato fisico, l’IT automation trova supporti nei nuovi sistemi convergenti e iperconvergenti che mettono insieme in maniera modulare e scalabile le componenti funzionali di server, reti e storage con gli strumenti utili per la loro gestione come risorse virtuali. Sistemi convergenti e iperconvergenti costituiscono delle entità data center autosufficienti, governate da software integrati e intelligenti capaci di velocizzare il provisioning di risorse, garantire servizi automatici di bilanciamento dei carichi, alta disponibilità e disaster recovery.

Dal lato software, l’IT automation trae vantaggio dalle tecnologie di containerizzazione, ossia dell’impiego di ambienti applicativi che girano in container software e quindi dall’uso di hypervisor open source come OpenStack (o proprietari come VMware Cloud Management Platform e altri) per il governo e l’eventuale spostamento dei carichi di lavoro tra sistemi sia locali sia remoti in cloud.

I concetti di flessibilità, integrazione e delle risorse a supporto dell’IT automation trovano massima espressione nei modelli di software defined data center (SDDC) e per reti geografiche software defined (SD-WAN), ossia con la creazione di data center e interconnessioni tra reti completamente virtualizzati e programmabili via software. La possibilità di operare sulle infrastrutture IT ad un livello di astrazione più elevato, consente ai team di superare le barriere culturali ed organizzative tradizionali a vantaggio dell’efficienza e della velocità d’erogazione dei servizi. Senza più la necessità di operazioni dirette sull’hardware, le competenze dei team IT possono essere messe a fattor comune e le persone cooperare.


Pratiche e tool per una gestione basata sull’automazione

Grazie all’integrazione delle componenti tecnologiche e a strumenti specifici, la gestione delle attività del data center può ricalcare le migliori pratiche messe a punto presso i centri dati dei grandi cloud service provider per garantire efficienza e velocità. Pratiche nelle quali l’IT automation presidia le operazioni di provisioning di macchine virtuali, risorse di rete e storage, fino alle configurazioni e alle installazioni software, in modo che ai team IT non restino interventi più onerosi di semplici scelte da portale. Tool come Terraform consentono di tradurre l’infrastruttura IT in codice software (sono usati linguaggi JSON e HCL) per riprodurre interi data center su una grande varietà d’infrastrutture di cloud privato e pubblico.

Per l’automazione delle operazioni ripetitive che coinvolgono i team IT in occasione di aggiornamenti e installazioni software su server differenti, c’è la piattaforma open source Ansible con la quale è possibile l’orchestrazione, a livello d’impresa, di tutte le attività che riguardano il provisioning, la gestione delle configurazioni e il deploy applicativo in ambienti Unix, Linux e Windows. Ansible si è imposto nell’uso come tool di automazione IT grazie al modello agentless, alla disponibilità di moduli per il collegamento con gli ambienti più diversi e al supporto di un linguaggio specifico, YAMS, di facile apprendimento.

Per concludere, con hardware e processi di lavoro programmabili diventa molto più semplice ottenere alti livelli di automazione IT e garantire la proattività nell’erogazione dei servizi. L’IT automation permette inoltre di rispondere più rapidamente alle situazioni d’emergenza, come guasti dei sistemi e attacchi di cybersecurity, minimizzando l’incidenza degli errori umani e i tempi di ripristino.


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